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Museo Oliveriano: apertura a inizio 2022

Museo Oliveriano, ci siamo. Ricci e Vimini annunciano l’apertura a inizio 2022: «Uno spazio culturale più ampio, ricco e accessibile a tutti» 

Nel prossimo Consiglio comunale, la variazione di bilancio per completare l’ultimo tassello del progetto: l’allestimento della sala dedicata a Novilara 

Più ampio, ricco, interattivo e accessibile di come lo avevamo lasciato. Con spazi rinnovati pronti ad ospitare inediti ritrovamenti storici e ad accogliere studenti e visitatori di tutte le età e abilità. Il Museo Oliveriano si prepara ad aprire le porte al pubblico, «ci stiamo avviando alla conclusione – annunciano il sindaco Matteo Ricci e il vicesindaco e assessore alla Cultura Daniele Vimini, durante il sopralluogo di questa mattina in via Mazza – apertura prevista per i primi mesi del 2022». Nel prossimo Consiglio comunale verrà votata la variazione di bilancio che, tra le altre cose, prevede un contributo di 100mila euro a favore dell’assegnazione del progetto d’allestimento di una delle tre sale dell’ala destra di palazzo Almerici, che ospiterà la parte di Novilara. «Con il completamento di questo ultimo tassello – continuano –, restituiremo alla città uno dei suoi luoghi più storici, che i pesaresi attendono da tempo». 

Il Museo si rinnova e si amplia. «Sono stati studiati spazi appositi per turisti e studenti che verranno a visitare l’Oliveriano: un bookshop, accoglienza scolastica con armadietti e bagni che, fino ad oggi, non esistevano. Un luogo di cultura per tutti, ma soprattutto accessibile a tutti. Questo grazie alla particolare attenzione che i progettisti hanno riservato, nella messa a punto di accessi per persone con disabilità». Rinnovati anche gli allestimenti, «con nuovi pannelli didattici, pensati per un amplio pubblico, che riesca a racchiudere tutte le fasce d’età. Ringraziamo tutti coloro che hanno contribuito al progetto».  

Ad occuparsi dell’allestimento è lo studio di architettura STARTT, con la progettazione scientifica della Soprintendenza. Il progetto museografico converte l’approccio artistico dell’arte povera in progetto espositivo, componendo i frammenti epigrafici in grandi figure geometriche dove ogni figura geometrica corrisponde ad una unità didattica del progetto scientifico, curato della Sovrintendenza. I pannelli in acciaio grezzo costituiscono infine il rivestimento tecnico di una doppia parete, che nasconde l’impiantistica, i cavidotti e il sistema di illuminazione di sala. Questo nastro perimetrale continuo, costellato dai reperti delle varie epoche, simboleggia il tempo della storia, scandisce la presentazione del progetto scientifico dell’allestimento e vuole ricordare, nella visione frontale, lo strato di terra che ha custodito i reperti stessi fino al loro rinvenimento» ha osservato l’architetto Simone Capra.  

«Il nuovo museo accoglierà i reperti delle collezioni Passeri e Olivieri, le collezioni civiche epigrafiche e i corredi della necropoli picena di Novilara. Avremo una grande sala dedicata alla Pesaro Romana: lo spazio è stato suddiviso in diversi nuclei tematici, organizzati al loro interno in ordine cronologico – spiega la responsabile del progetto scientifico Dott.ssa Chiara Delpino -. Ci sarà un nucleo dedicato alle divinità e agli spazi sacri, qui saranno esposti i reperti del lucus pisaurense e l’importante epigrafe scritta in etrusco e latino dedicata all’indovino Lucius Cafatius. Ancora, ci sarà il nucleo dedicato alla Pesaro romana, con le epigrafi che ricordano i monumenti pubblici della città e poi uno spazio dedicato ai “pesaresi di epoca romana” per ricordare le diverse figure professionali e i personaggi eminenti della città. Concludono questo spazio le testimonianze funerarie e le sale dedicate al Passeri e all’Olivieri».  

Completamente rinnovato anche lo spazio dedicato a Novilara: «Ci saranno sia i corredi già precedente esposti e provenienti dagli scavi del 1892 e 93, che quelli più recenti scavati dalla Soprintendenza Archeologica delle Marche nel 2012 e 13». Circa 70 nuovi reperti, «una parte dei quali restaurata grazie ad una donazione della Fondazione Scavolini. Il racconto non verterà sugli “oggetti” ma attraverso di essi – conclude Chiara Delpino –  sarà racconta quella che è stata la vita di una persona». 

Soddisfazione per il presidente dell’Ente Olivieri Fabrizio Battistelli e la direttrice Brunella Paolini: «Contenti e felici per l’avanzamento dei lavori. Il Museo è strettamente connesso con la storia della biblioteca, per questo motivo non vediamo l’ora che pesaresi e turisti possano tornare a visitare palazzo Almerici nella sua interezza. Si tratta di un ricongiungimento molto importante, atteso per diversi anni da tutta la città. Molti dei reperti sono descritti nei libri che ospitiamo nella Biblioteca: contenuti tenuti insieme da un filo culturale, che si amplia e si rinnova». 

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