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Emergenze rifiuti, l’allarme di Confindustria

Emergenze rifiuti: Papalini lancia l’allarme: “In aumento i rifiuti speciali e i costi per cittadini ed imprese, necessario intervenire con pianificazione strategica ed innovazione. Dilemma TARI”

I rifiuti speciali sono in crescita e superano di 5 volte quelli domestici. Lo rivela un nuovo rapporto dell’ISPRA che annuncia un nuovo dato nazionale di 150 milioni di tonnellate anno. In provincia è già emergenza per i detriti del settore costruzioni. A dichiararlo – fra altri imprenditori del settore – è Rodolfo Brandi Presidente ANCE Confindustria Pesaro Urbino preoccupato per lo smaltimento degli inerti, considerati rifiuti speciali.

“Siamo già in emergenza” – sostiene anche il Presidente degli industriali Papalini – e dobbiamo agire oggi per evitare grossi problemi domani: nonostante un impegno crescente dell’industria per favorire l’economia circolare, ovvero il recupero dei rifiuti speciali industriali iniziano ad evidenziarsi le prime criticità”. Il bonus 110% sull’edilizia sta aumentando ed aumenterà lo smaltimento di inerti e rifiuti affini legati alle abitazioni, il ricambio del parco auto, per favorire mezzi più ecologici, incentiverà anche le rottamazioni. E’ implicito considerare che la situazione degli impianti di trattamentoe delle discariche deve essere gestita già oggi favorendo un serio confronto con tutti gli interlocutori della Provincia e sicuramente quelli della Regione.

“Nella nostra provincia oggi abbiamo 3 discariche attive – continua Papalini – che seguendo le normative ambientali odierne hanno di molto limitato gli impatti negativi per la loro gestione, mala dotazione impiantistica è scarsa per un efficiente recupero e smaltimento dei rifiuti, molto lontana da quella di altre provincie, specialmente quelle del nord Italia.  Contrariamente a quello che richiedono l’Agenda Onu e l’Unione europea, attualmente i rifiuti prodotti sul nostro territorio spesso non trovano impianti locali in cui essere gestiti e devono, obbligatoriamente, viaggiare per l’Italia e addirittura sconfinare all’estero. L’impatto sull’ambiente, in questo caso, è notevole considerato che la circolazione dei rifiuti provoca un aumento del traffico veicolare, della produzione di polveri sottili e di anidride carbonica, elementi che da anni si sta cercando di combattere. Accorciare la filiera dei rifiuti significa anche maggior controllo”.

“Gli imprenditori sanno bene – conclude Papalini – che la responsabilità della corretta gestione dei rifiuti non finisce con il conferimento del rifiuto ad un trasportatore, ma con il loro conferimento a soggetti autorizzati: farlo con soggetti prossimi sul territorio significa perciò anche avere maggiore sicurezza della corretta gestione. Vanno inoltre sfruttate subito la risorse del PNRR: non realizzare gli impianti necessari non significa fare del bene all’ambiente, ma l’esatto contrario, sia per l’industria, che per il commercio ed il turismo. Va inoltre citata anche la questione TARI, perchè in base alle nuove interpretazioni del Ministero della Transizione Ecologica, i Comuni sono già all’opera per rivedere i regolamenti locali. Ed in questo caso, anche per ridurre i costi in bolletta, imprese e cittadini dovranno essere alleati e con una visione innovativa sulle dotazioni impiantistiche del territorio”.

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