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Altro ritorno illustre alla Megabox: ecco Laura Saccomani

Proseguono senza sosta i nuovi arrivi alla Megabox Vallefoglia: stavolta è il turno di Laura Saccomani, schiacciatrice milanese classe 1991, 1.89, che proprio nella nostra provincia, alla Scavolini Pesaro, ha vissuto i primi anni di carriera ad alto livello. Con la squadra pesarese, dove ha giocato tre stagioni (dal 2008/09 al 2010/11), si è aggiudicata uno scudetto e due Supercoppe italiane, oltre al triplete nel campionato di beach-volley 2009. Dopo il triennio pesarese sono seguite esperienze sempre a livello di serie A (Crema, Giaveno, Montichiari, Forlì, Brescia, Roma e di nuovo Brescia). A Forlì, sotto la guida dell’ex-coach della Scavolini Angelo Vercesi, ha vinto la Coppa Italia di A2 e conquistato la promozione in massima serie al fianco della sua neo-compagna Martina Balboni.

“Pesaro per me è un posto speciale”, spiega Laura, “è stata la mia prima esperienza fuori casa, avevo solo diciassette anni! Sono molto felice che Piero Babbi mi abbia nuovamente cercato: in passato, dopo gli anni alla Scavolini, non era stato possibile tornare a lavorare assieme ed ora finalmente l’occasione si è ripresentata. Per me questo ritorno è come chiudere un cerchio: avevo messo in conto di prendermi un anno di pausa dal volley per studiare in Canada, ma poi c’è stato il Covid che ha bloccato tutto e quando è arrivata la chiamata della Megabox non ho avuto dubbi. Sarei felicissima di tornare con le mie compagne in massima serie, e poi chissà… Della squadra conosco Martina Balboni per averci giocato assieme a Forlì, mi piace moltissimo Alice Pamio e conosco anche Lestini. Con l’allenatore mi sono confrontata al telefono, di lui mi hanno parlato bene tutti: è uno che fa lavorare tantissimo, e io non chiedo di meglio”.

Parola al coach Fabio Bonafede: “Laura è una giocatrice che non ha bisogno di presentazioni. Mi aspetto da lei che arrivi a Pesaro guardando al presente e al futuro. Per noi si tratta di un valore aggiunto importante, un esempio di grinta e professionalità per le più giovani. Stiamo costruendo un gruppo senza un leader riconosciuto, forte mentalmente ed in grado di autoalimentarsi con le energie di ognuno”.

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